Il comitato esprime stupore e sconcerto per come la Provincia di Potenza ha trattato, nella seduta “straordinaria” di stamani, la questione di Serra Arenosa. Infatti, dopo una netta presa di posizione del Governatore De Filippo e del Consiglio di Basilicata ci si aspettava, come minimo, un altro rapido deliberato in tal senso. Crediamo che la Provincia abbia perso una buona occasione per esprimere, con gli atti, un sostegno palpabile alle comunità del Melandro che si trovano ad affrontare un problema ben al di sopra delle loro capacità. I cittadini presenti non hanno ben inteso le ragioni del dibattere, considerato che quasi tutti gli interventi sono stati incentrati su una inconcludente polemica politica. Seppur scontata, apprezziamo comunque la dichiarazione unanime di contrarietà ai progetti di discariche a ridosso dei nostri confini (Serra Arenosa, ma non solo...) ma, come si suol dire, verba volant… Per il momento incassiamo, nostro malgrado, un “nulla di fatto” e restiamo in attesa di una decisione in merito che, secondo i rappresentanti provinciali, arriverà nella prossima convocazione.
mercoledì 16 gennaio 2008
Consiglio Provinciale Potenza: belle parole....
Il comitato esprime stupore e sconcerto per come la Provincia di Potenza ha trattato, nella seduta “straordinaria” di stamani, la questione di Serra Arenosa. Infatti, dopo una netta presa di posizione del Governatore De Filippo e del Consiglio di Basilicata ci si aspettava, come minimo, un altro rapido deliberato in tal senso. Crediamo che la Provincia abbia perso una buona occasione per esprimere, con gli atti, un sostegno palpabile alle comunità del Melandro che si trovano ad affrontare un problema ben al di sopra delle loro capacità. I cittadini presenti non hanno ben inteso le ragioni del dibattere, considerato che quasi tutti gli interventi sono stati incentrati su una inconcludente polemica politica. Seppur scontata, apprezziamo comunque la dichiarazione unanime di contrarietà ai progetti di discariche a ridosso dei nostri confini (Serra Arenosa, ma non solo...) ma, come si suol dire, verba volant… Per il momento incassiamo, nostro malgrado, un “nulla di fatto” e restiamo in attesa di una decisione in merito che, secondo i rappresentanti provinciali, arriverà nella prossima convocazione.
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argomento notizie
martedì 15 gennaio 2008
La soluzione (non solo per Serra Arenosa e comunque parziale...) esisterebbe, ma...
1) nei primi mesi dello scorso anno 2007, i due summenzionati geologi producono la citata relazione mediante la quale si individuano alcuni siti adatti per lo stoccaggio dei rifiuti o per la localizzazione di future discariche, in territorio campano e precisamente nelle zone dell'alto avellinese, completamente idonei dal punto di vista tecnico, ambientale e logistico e, soprattutto, non ricadenti all'interno di cave;
2) essa viene posta a disposizione dell'allora commissario di governo per l'emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso, di cui i due geologi sono, a parole, due ascoltati collaboratori;
3) per la prima volta, senza nessuna reale motivazione, essa viene cestinata;
4) la vicenda viene resa pubblica, il 12 maggio 2007, durante le Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno;
5) l'8 gennaio scorso, con l'emergenza rifiuti scoppiata per l'ennesima volta e con lo spasimo in gola per l'individuazione di immediate soluzioni, il professor Giovanni Battista De Medici consegna tale documento nelle mani di Romano Prodi e Alfonso Pecoraro Scanio;
6) giusto negli ultimissimi giorni, le Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno rilanciano, per la pubblica opinione e la stampa, le serie proposte formulate da De Medici e Ortolani, ma, ancora, l'appello sembra cadere nel vuoto;
7) su Il Manifesto di oggi si trovano queste illuminanti riflessioni rilasciate da Giuseppe Messina, membro del comitato scientifico di Legambiente: 1) "la maggior parte delle cave, specie nel casertano, sono in mano alla mano alla camorra"; 2) "i siti individuati da De Medici e Ortolani sono quasi tutti nell'alto avellinese, feudo di Ciriaco De Mita (toh, chi si rivede!), il quale si oppone a questa possibilità".
Per dovere di cronaca, e di completezza, è infine opportuno segnalare un particolare non di poco conto: la relazione tecnica in oggetto, la quale indica una serie di siti tutti compresi fra i territori avellinesi e beneventani, è anteriore alla promulgazione della legge 87/07, lì dove si assume che ognuna delle cinque province campane debba provvedere autonomamente allo smaltimento dei rifiuti prodotti nel proprio territorio (ossia la "provincializzazione", che impone anche di individuare un'unica discarica provinciale).
Una faccenda abbastanza intricata, ma che comunque indurrebbe a rimestare nel torbido!
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argomento documenti
lunedì 14 gennaio 2008
Consiglio regionale Basilicata e Commissione Ambiente Provincia Salerno: un buon viatico
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domenica 13 gennaio 2008
Appuntamenti e prese di posizione...
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Del nostro destino e delle lunghe lingue...
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sabato 12 gennaio 2008
Pieni poteri a De Gennaro: il testo dell'ordinanza
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venerdì 11 gennaio 2008
Incontro in Commissariato: cosa è accaduto
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argomento comunicato
Le discariche controllate e la direttiva della Comunità Europea sulle discariche di rifiuti
Forse non tutti sanno cosa è una discarica ed ignorano le norme che ne limitano la pericolosità. Ebbene, per discarica controllata si intende un metodo che prevede lo stoccaggio definitivo dei rifiuti per strati sovrapposti, allo scopo di facilitare la fermentazione della materia organica. I processi di decomposizione delle sostanze organiche che avvengono ad opera dei batteri anaerobici presenti nelle discariche portano alla produzione di percolato e biogas, la cui diffusione nell’ambiente circostante sarebbe causa di inquinamento del suolo, delle acque (superficiali e sotterranee) e dell’aria. Quindi, i criteri di costruzione di una discarica controllata devono garantire la limitazione del flusso degli inquinanti verso l’ambiente esterno (ad esempio tramite la realizzazione di barriere di impermeabilizzazione, di sistemi di drenaggio del percolato e di pozzi di captazione del biogas).Quindi il percolato ed il biogas sono gli agenti maggiormente dannosi per l'ambiente e la salute dei cittadini. Esistono delle norme di sicurezza delle discariche per limitare il loro impatto sull'ambiente (al seguente link si possono trovare informazioni semplici da capire su cosa è una discarica e come si costruisce: http://www.arpa.emr.it/piacenza/opr/urbani/discarica.htm) ed anche la Comunità Europea stabilisce delle regole.
La direttiva (1999/31/CE) sulle discariche di rifiuti stabilisce una serie di requisiti tecnici dettagliati per la progettazione, il funzionamento, la chiusura e la successiva gestione delle discariche. Essa si propone di ovviare agli effetti negativi sull'ambiente delle aree precedentemente adibite a discarica: basti pensare all'inquinamento delle acque superficiali, delle acque freatiche e dei terreni, nonché all'inquinamento atmosferico. Le discariche possono inoltre produrre effetti negativi sull'ambiente nel suo insieme, ad esempio contribuendo all'effetto serra. La direttiva vieta il deposito in discarica di taluni tipi di rifiuti, come le gomme usate, e impone agli Stati membri di ridurre il totale dei rifiuti biodegradabili ammessi a discarica al 35% dei livelli del 1995. In questo modo si contribuirà ad attenuare le ricadute negative delle discariche e a promuovere la valorizzazione dei rifiuti. Il termine per il recepimento della direttiva era il 16 luglio 2001, e tutte le discariche esistenti dovranno essere adattate ai requisiti da essa previsti entro il 16 luglio 2009.
Tra l'altro la direttiva 1999/31/CE stabilisce all'allegato 1 i requisiti generali per tutti i tipi di discariche e recita testualmente:
Per l'ubicazione di una discarica si devono prendere in considerazione i seguenti fattori:
- le distanze fra i confini dell'area e le zone residenziali e di ricreazione, le vie navigabili, i bacini idrici e lealtre aree agricole o urbane;
- l'esistenza di acque freatiche e costiere e di zone di protezione naturale nelle vicinanze;
- le condizioni geologiche e idrogeologiche della zona;
- il rischio di inondazione, cedimento, frane o valanghe nell'area della discarica;
- la protezione del patrimonio naturale o culturale della zona
Testo integrale
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argomento Informazioni
giovedì 10 gennaio 2008
Importante Vertice con De Gennaro
Aspettiamo buone nuove, ma manteniamo alto il livello di guardia!
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argomento notizie
Termovalorizzatori, la vera alternativa?
La definizione di termovalorizzatore dovrebbe essere quella di una centrale elettrica che produce energia termica ed elettrica per cogenerazione bruciando come combustibile i rifiuti. Non serve scomodare i più grandi ingegneri e professori del mondo, basta uno studentello accorto per smentire questa definizione: è fisicamente impossibile che esista un impianto simile.
Cerchiamo di capirne qualcosa:
http://files.meetup.com/206766/GrilloNewsgiugno.pdf
La gestione a freddo dei rifiuti
Cliccando sul link lo si potrà consultare in versione integrale:
http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/gestione-rifiuti-a-freddo.pdf

